Roberto Evangelisti legge ”Pioppeta” di Roberto Batini

Tra la visione dell’artista fotografo e le testimonianza diretta vi è un’enorme campo da esplorare e sfruttare con il fine di operare richiami all’intelletto e alle emozioni dello spettatore. Ben consapevole di ciò Roberto Batini con questa fotografia è andato oltre le apparenze oggettive per raggiungere un diverso grado di intima realtà più profonda e vera. E’ una pace del guardare perché ci conduce ad una purificazione della mente assolutamente indispensabile in una società pervasa da una iperproduzione di immagini spesso stordenti e vuote nelle quali troppo spesso non riusciamo a trovare quei significati secondi che consentono di sognare. Batini dimostra come sia possibile “vedere” anche senza il colore, e come bianco e nero significhi riscoperta dei valori fondamentali della luce. E’ il suo uno controllo estetico assolutamente efficace e stupefacente per corrispondenza di poesia e forma.                                                                                                         Roberto Evangelisti

Giorgio Tani legge “Tipi…eroici” di Piero Sbrana

Tutti abbiamo letto o sentito nominare un libro “Elogio della Follia” di Erasmo da Rotterdam, scritto nel 1509, dove mette in risalto il lato pazzesco e astruso con il quale la gente comune e meno comune svolge le proprie funzioni e conduce la propria vita: “ saggio è colui che si lascia guidare dalle passioni.” Credo che Piero Sbrana quando è andato a fotografare la famosa corsa in bicicletta detta “L’Eroica”, abbia avuto in mente quel concetto, ed infatti le sue fotografie colgono i momenti difficili, gli sforzi sovrumani a cui questi “pazzi” ciclisti si sottopongono pur di portare a termine la corsa godendola e soffrendo con altri pazzi come loro, appassionati del pedale, delle magliette di una squadra del passato, della borraccia e del rifornimento. Sbrana li riprende nella strada bianca, nel superare i saliscendi, nel riparare ad una foratura, nel chi non ce la fa procede a piedi, nell’eroismo

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Marcello Ricci legge “Bamberg” di Susi Susini

In mancanza di notizie sulla “Cosa fotografata”, sul “Dove” e sul “Quando”, – elementi talvolta necessari per una giusta contestualizzazione dell’immagine – e tenendo conto del periodo in cui sono state richieste le note critiche, potremmo presupporre che essa sia stata realizzata in occasione di un mercatino di Natale (particolarmente interessanti sono quelli di Bamberg) o all’interno di una chiesa.. L’oscurità, rotta da una particolare illuminazione e soprattutto la presenza delle candele accese rendono il momento introspettivo ricco di suggestione e di intimo raccoglimento. La composizione basata su una soluzione a bilanciamento di “pesi visivi”, l’utilizzo di una idonea focale e la scelta di una giusta distanza di ripresa integrano positivamente la componente “estetica” della fotografia ingentilita dalla delicata figura femminile del soggetto in penombra e resa ancor più viva da una moderata dinamica strutturale con ritmo discendente-.ascendente in diagonale e con due triangoli idealmente verificabili. Una proposta visiva, dunque,

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