Marcello Ricci legge “Trave Jambè” di Roberto Filomena

L’autore ci presenta l’immagine di una ginnasta mentre esegue un movimento caratterizzato da una postura molto difficile che richiede una esecuzione perfetta.

E’ consequenziale che la relativa operazione di ripresa contenga una simile difficoltà costituita da una rapida scelta del momento più efficace, da una visione complessiva del contesto e della valenza estetica del soggetto nel momento dello scatto.La rappresentazione mostra un momento ginnico molto ben riuscito ma denota anche alcuni elementi – spesso inevitabili – da considerare in vista di una migliore qualità estetica.Al riguardo, si evidenzia che l’istante della sospensione corporale avrebbe potuto essere ancor più efficace con una migliore e diversa postura della mano sinistra – che appare come una “V”- del palmo della mano destra e di quello dei piedi; come pure con un diverso allineamento delle braccia, ove quello sinistro appare più elevato di quello destro.Occorre qui chiarire che il ragionamento è del tutto fotografico e niente inficia la valenza della difficile esibizione dell’atleta, attuata, indubbiamente, seguendo precisi principi ginnici.Tornando, dunque, a quanto sopra obiettato, desidero ricordare un vecchio criterio (tuttora valido) che raccomanda di evitare, nella ripresa, il palmo della mano e la pianta del piede.

Ottima l’illuminazione e la parziale sfocatura dello sfondo che rende una piacevole spazialità allo slancio ed al resto della scena.  

Marcello Ricci

 

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