Roberto Evangelisti legge “Stadium” di Roberto Cerrai

Una delle prerogative più importanti della fotografia è la capacità di memoria che riesce a suscitare in osservatori preparati, nei quali suscita associazioni ed emozioni.

Ne è un esempio l’ottima fotografia di Cerrai dalla cui osservazione possiamo andare oltre ciò che è visivamente rappresentato, cosicchè in essa si possono identificare ed immaginare altre situazioni tipiche dei paesi latino-americani: scritte su muri variamente colorati, atmosfere con luci che disegnano ombre nette, giochi poveri di bambini in strada.

Cerrai ci mostra ragazzi in posture da autentici calciatori, quindi nel massimo della significazione, con l’immancabile palla, poco leggibile in verità, perchè mossa, ma potrebbe essere un qualsiasi oggetto senza che questa eventualità modifichi la forza del messaggio.

Il giocatore dipinto in basso a destra e la scritta stadium hanno indubbia funzione rafforzativa.

Secondo i dettami della composizione qualcuno potrebbe osservare che i soggetti sono troppo centrali da cui consegue il mancato rispetto della sezione aurea, ma non è così! perchè la presenza di colonne che fanno da cornice ai soggetti giustificano in pieno una composizione neoclassica.

Roberto Evangelisti

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