Roberto Evangelisti legge “Eureka” di Roberta Silvestro

Roberto Evangelisti legge “Eureka” di Roberta Silvestro

Sappiamo che la fotografia intrattiene con il tempo un rapporto particolare e privilegiato e senza dubbio possiamo affermare che è l’unica forma di espressione artistica capace di “fermare” un istante, ed è proprio dal tempo arrestato, dilatato, che trae il suo particolare fascino. Un fascino di cui è pervasa la fotografia di Roberta Silvestro dove l’aspetto epifanico ci lascia favorevolmente sorpresi e stupefatti. E’ la rivelazione del tempo brevissimo che

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Roberto Evangelisti legge “Pontile lago B3” di Valtere Cassuola

Roberto Evangelisti legge “Pontile lago B3” di Valtere Cassuola

Nel panorama fotoamatoriale le immagini che riguardano fughe prospettiche di pontili che si perdono in laghi e fiumi sono frequenti, quindi anche a questa immagine potremmo applicare il sigillo negativo del dejà-vu. A totale discolpa dell’autore possiamo senza dubbio affermare che oggi è, ormai, stato fotografato di tutto e la ripetizione, quando effettuata con canoni estetici nuovi, non è da colpevolizzare più di tanto. Per portare acqua al mulino di

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Giorgio Tani legge “L’olivo” di Giuseppe Bernini

Giorgio Tani legge “L’olivo” di Giuseppe Bernini

Ci sono stati molti spunti, anche filosofici, sull’interpretazione del paesaggio. Se lo consideriamo “natura” uno di questi ci dice che la natura in se non può essere bella perché è quello che è, passiva, inerte, variabile, incontrollabile. Ma è vero? Non lo so. Tanta iconografia pittorica, nei secoli, ci ha condizionato ad ammirare il paesaggio nella inquadratura data e nella forma descrittiva usata, basti pensare al Giorgione, agli impressionisti, ai

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