Marcello Ricci legge “Solitario 1” di Roberta Silvestro

L’immagine mostra una libellula posata su di un rametto. Una proposta molto semplice ma suggestiva di alcune interessanti osservazioni.

E’subito evidente la scelta dell’utilizzo del formato quadrato, una figura geometrica definita “perfetta” (come, del resto, lo è il cerchio), di solito adatta a rappreentare soggetti statici caratterizzati da una situazione di stabilità.

Da una attenta analisi  si rileva, invece,  che gli elementi costitutivi di  essa immagine  

rendono  l’idea di una struttura con una tendenza dinamica  dovuta non soltanto alla posizione obliqua del rametto ma anche a quella  della libellula  la quale, malgrado che per l’insetto stesso  sia un fatto naturale, alla visione, sembrerebbe trovarsi in equilibrio precario, vale a dire in  una condizione di apparente instabilità.

Per quanto su esposto, si può presupporre che l’Autore abbia considerato, nella scelta del formato, l’assenza di ulteriori elementi nella scena priva, tra l’altro, di contestualizzazione, ove il soggetto è rappresentato in un campo estremamente  scuro.

Una struttura più complessa, infatti,  avrebbe richiesto un formato rettangolare, più idoneo  per l’attuazione di forme compositive diverse capaci di una più ampia  compiutezza espressiva.

Si può anche presumere che si sia voluto dare un  particolare risalto al soggetto stesso in quanto tale.  E’, comunque, rilevabile l’esigenza di corredare l’unico elemento-soggetto utilizzato nell’immagine con una appropriata contestualizzazione – con conseguente scelta del formato rettangolare – , a meno che non si intenda conseguire,. nella ripresa, scopi differenti.: ad esempio utilizzare  l’immagine della libellula, ritratta di per sé , a fini naturalistici o scientifici. Cosa, questa, però, che necessita di una rappresentazione più esaustiva e tecnicamente perfetta.

Relativamente alla tipologia di immagine qui in esame, è altresì consigliabile porre particolare cura nella ricerca di una migliore  focheggiatura come pure di una maggiore nitidezza in fase di controllo del movimento in modo da scongiurare l’ effetto “micromosso”.

Marcello Ricci

Share this Post