Giorgio Tani legge “Lavoro arcaico” di Mauro Gambicorti

Giorgio Tani legge “Lavoro arcaico” di Mauro Gambicorti

C’è sempre un po’ di nostalgia per le cose del passato. Questa immagine è un classico esempio di un modo di rappresentare la civiltà contadina. Altri tempi, altre visioni. Già nel 1975, data di questa foto, la meccanizzazione dell’agricoltura aveva portato altre visioni: il trattore sostituiva i buoi, ma non la loro bellezza scenica. Estetica del paesaggio, si potrebbe dire qui di questa terra smossa e di questo cielo che promette pioggia. C’è poi il significato del lavoro dell’uomo, della sua fatica china sull’aratro, e più ancora quella figurina minuta del bambino che segue il padre. Impara. Impara di padre in figlio come si lavora la terra, impara che c’è sudore e che la giornata è lunga. Avrà il trattore lui e sarà meno aspra e meno lunga la giornata. Gambicorti lascia pensare tutto questo con questa immagine antica e moderna allo stesso tempo, pittorica, macchiaiola, ispirata dai ricordi…. poetica.

Giorgio Tani

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