Giorgio Tani legge “Giochi d’acqua” di Marco Taccola

Una spiaggia, dei tronchi d’albero arenati. Relitti di un qualche evento naturale che il fiume ha portato a mare e il mare ha adagiato sulla spiaggia. Una normalità, ma Marco Taccola ha trasformato la scena in una fotografia suggestiva, i toni del bianconero sono saturi e contrastati, nel grigio il mare, le nubi, le orme sulla spiaggia danno il senso del movimento, mentre la risacca è fredda, ghiacciata e forma una linea diagonale che attraversa la panoramica interrotta solo dai tronchi ammarati, forme strane quasi animalesche.

E’ come se l’immagine rispecchiasse una dimensione diversa da quella nostra abituale. E’ questo il mistero in cui Marco Taccola ci fa entrare.

E’ una questione di tecnica, di esperienza bianconeristica, ma è anche un far vedere come la scena è stata vista, trasformata e riproposta in modo tale che lo stato d’animo del fruitore sia indotto a pensare che la realtà sia una cosa e la suggestione dell’immagine sia un’altra.  

Giorgio Tani

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