Giorgio Tani legge “Bride” di Fabio Garuti

Il colore è l’anima di questa foto. E’ un colore intenso crepuscolare in una atmosfera calma, soffusa di un ché di irreale.

Due sentinelle sorvegliano i filari di lavanda. Il tempo è come fermo e non perché in una fotografia è normale che lo sia, ma perché nel guardare le due sentinelle si genera una sospensione che si risolve nella prospettiva dei filari.

La piana collinare nasconde il punto focale, ma al suo posto nasce il paesaggio, anch’esso crepuscolare il cui cielo è pastello. E poi, ma non in seconda analisi, c’è la forma, ovvero la composizione strutturale nel riquadro, che in una fotografia è il lasciapassare per valorizzarne il contenuto, ovvero: un rettangolo con i filari, sormontato da una striscia di paesaggio, due elementi di raccordo, gli alberi, che legano e fanno di due componenti un fotografia sola.   

Giorgio Tani

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