“#iononsonocarne” di Roberta Silvestro
Un lavoro che indaga sulla crisi esistenziale di una società dove l’Io, nella ricerca ossessiva dello star bene inteso come possesso di cose, diventa priorità dominante in grado di generare aberrazioni comportamentali: essere padroni e dominatori che seguono solo il proprio egoismo.
L’autrice attraverso un racconto concettuale, ricco di simbologie, giocando anche sulla potenza delle dicotomie cromatiche, partendo dalla cronaca di fatti avvenuti, nella tragicità degli eventi vissuti dalle protagoniste, ci fa riflettere su quella che è la valorizzazione della vera essenza di una persona. Non una cosa, un manichino da montare e rimontare a piacere, non un mero corpo anatomico, “Io non sono carne”, ma un corpo vivo, capace di emozioni. Un individuo dove la fisicità è solo una parte nell’interezza della sua natura, che non vuole e non può sentirsi proprietà altrui ma deve poter vivere nella libertà di scelte personali. Per cercare di dare una voce a chi
è stata tolta, l’autrice conclude con una sorta di vetrina dal forte impatto emozionale. Un’installazione dove il colore rosso diventa simbolo di amore e di vita.
Orietta Bay







