Marcello Ricci legge “Lago Chlum” di Marcela Lomi

L’immagine rappresenta un paesaggio lacustre ove è chiaramente visibile la presenza di una nebulosità estesa.

E’ evidente l’intenzione dell’Autore di dividere il rettangolo dell’inquadratura in due parti uguali al fine di sfruttare al meglio l’effetto di riflessione sull’acqua della vegetazione sovrastante.

L’attuazione di tale scelta, nella composizione, ha lo scopo di creare due aree   simmetriche, con effetto speculare, significante altresì un criterio di perfezione geometrica formale.

Nell’acqua due anatroccoli scuri nuotano veloci percorrendo lo spazio verso la destra del “campo” d’immagine.

Essi costituiscono un elemento che si introduce delicatamente in un contesto che, per sue caratteristiche, è dominato da monocromatismo con tonalità prevalenti di grigio chiaro o medio.

La loro posizione, quasi al centro geometrico del campo, ci suggerisce l’idea – del resto già manifesta – di un messaggio tendente ad una ricerca di perfezione strutturale, mentre, per altro verso, si pone come elemento dinamico, positivo e piacevole, capace di interrompere una situazione di stasi eccessiva ma che conferma, con la direzione di scorrimento orizzontale,   una sensazione di quiete e di armonia.

Nel caso qui in esame consiglierei, però, di evitare, in ripresa, l’inclusione di spazi molto estesi privi di particolari utili che possono “appesantire” la visione.

Premesso che l’Autore ha inteso concentrare i contenuti sulla rappresentazione del lago, assumendolo come soggetto principale accompagnato dagli anatroccoli, altra possibilità sarebbe stata quella di dare agli animali una dimensione maggiore, dichiarandoli, allora, soggetto principale in un contesto lacustre.

Marcello Ricci

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